Erbe Spontanee Commestibili dalle ottime proprietà: riconoscerle e cucinarle.

“Scarica l’applicazione gratuita per Iphone o per Android per sapere come risolvere i piccoli imprevisti di salute. Scegli tra medicina farmaceutica o medicina erboristica e trova le farmacie o le erboristerie più vicine a te.”

 

Le erbe spontanee commestibili sono sempre state usate come alimento abituale da parte dell’uomo. Con l’avvento dell’era industriale e del consumismo, la raccolta ed il quotidiano consumo di questi vegetali è diventato erroneamente sinonimo di povertà, associata ad un atteggiamento retrogrado.

Da qualche tempo si fa un gran parlare di rimedi naturali e dei benefici del “ritorno alle origini”. Molte piante hanno infatti importanti effetti sulla salute se consumate regolarmente.

Utilizzate in cucina o nella preparazione di tisane, per preparare rimedi officinali, come impacchi, pomate, oli e tinture, le piante selvatiche rappresentano ottime opportunità per imparare a riconoscere autonomamente i frutti della natura e di beneficiare delle proprietà che questi ci possono offrire.

Distinguere tra erbe commestibili o non commestibili non è particolarmente difficile, almeno per quelle che vengono spiegate in questo articolo. Nel dubbio è ovviamente sconsigliata la raccolta ed il consumo.

 

Borragine

 

È una specie annuale, dall’altezza che può raggiungere anche gli 80 cm. e dalle foglie verde scuro ricoperte da una leggera peluria. I suoi caratteristici fiori violetti e di breve durata, li troviamo raccolti in gruppi penduli. Molto comune, la troviamo in campagna ai margini delle strade e nei campi incolti un po’ ovunque.

Dalla spremitura dei semi di borragine si ottiene un olio vegetale ricco di acidi grassi essenziali polinsaturi in grado di prevenire problemi di natura cardiovascolare, svolgere un’azione antinfiammatoria e controllare i livelli ormonali. L’olio di borragine contrasta le dermatiti ed ha un’azione antiossidante benefica sui processi di invecchiamento della pelle.

Le foglie più tenere si possono cucinare al vapore o lesse, oppure ancora consumarle crude in insalata. Le foglie più grandi sono ottime impanate e poi fritte. I fiori e i germogli li possiamo tranquillamente aggiungere crudi alle nostre insalate oppure preparare dei ripieni per i ravioli.

 

Tarassaco

 

Noto anche come Dente di leone, è una pianta erbacea commestibile tra le più comuni e riconoscibili. La troviamo un po’ ovunque nelle zone soleggiate e ampie, anche fino a 2000 metri di altitudine. Può essere raccolto in ogni periodo dell’anno.

Dal sapore amarognolo ma gradevole è ottima cruda in insalata, oppure lessata, dove perderà parte del suo sapore amaro. Anche i fiori del tarassaco sono commestibili, sia crudi che impanati e poi fritti. Con il fiore si può preparare anche una dolce marmellata e dalla radice essiccata e sminuzzata si ottiene un “ caffè “ privo di caffeina e molto utile agli equilibri del nostro organismo.

 

Ortica

Cresce lungo i muri e nelle zone soleggiate ed è facilmente riconoscibile. Da sempre utilizzata per le sue proprietà officinali, contiene antiossidanti, sali minerali (ferro), vitamina C e proteine.

La parte idonea è la cima della pianta. Una volta cotta al vapore e neutralizzata la sostanza urticante, la si può usare per minestre,risotti, frittate, ripieni di pasta e lasagne. Possiamo ottenere un ottimo infuso di ortiche lasciando in acqua bollente le foglie essiccate o fresche. I rizomi dell’ortica, lavati e macerati sono efficaci contro la forfora. Per creare un efficace rimedio contro insetti che infestano le piante, senza creare alcun danno od inquinare con sostanze chimiche, si possono fare macerare le piante di ortiche per qualche giorno in un secchio pieno d’acqua per poi spruzzarlo sulle piante da trattare.

ATTENZIONE

Il contatto con i suoi fragili aculei causa un immediato fastidio con lieve rossore. Generalmente il fastidio (o dolore, dipende dai soggetti colpiti) tende a restare costante per qualche ora per poi diminuire. Nel caso non lo si sopporti è opportuno usare una pomata antistaminica o cortisonica. Visto che stiamo parlano di natura è quantomeno d’obbligo proporre dei rimedi naturali contro la puntura di ortica:

Se vedete che nella pelle sono rimaste conficcate le piccole spine, applicate sulla zona colpita del nastro adesivo, facendolo ben aderire all’epidermide, e poi levatelo con uno strappo deciso, in modo che i residui d’ortica rimangano attaccati ad esso.

Lavate la parte con acqua fredda e sapone delicato e asciugatela accuratamente con un panno pulito.

Fate una poltiglia a base di bicarbonato di sodio ed acqua ed applicatela sulla puntura.

Aceto o acqua ossigenata sono utili se applicate sulla zona irritata.

Se non avete a disposizione nessuno di questi prodotti e trovate nelle vicinanze l’Acetosa , la Parietaria, la balsamina (chiamata anche impatiens) ed il lapazio, che per l’appunto, generalmente si trovano negli stessi posti dove cresce l’ortica, potete estrarne la linfa, spremendone le foglie e massaggiando delicatamente la parte interessata.

L’Aloe Vera è antinfiammatoria e benefica per quasi tutti i disturbi della pelle: applicatela sotto forma di gel.

Malva

È una bella pianta molto comune e dai bellissimi fiori viola chiaro. Con fioritura primaverile e autunnale, il tè ottenuto dalle foglie e dai semi, ha proprietà emollienti, utilissimo per un effetto lenitivo su mucose, polmoni e apparato digerente.

Le foglie di malva più tenere, e i baccelli dei semi, si possono consumare crudi in insalata, mentre le parti verdi della pianta più dure è preferibile lessarle o cuocerle al vapore, aggiungendole poi a zuppe, minestre, frittate, o mescolandole semplicemente ad altre erbe di campo per uso alimentare.

 

Piantaggine

 

Erba selvatica commestibile comune lungo le strade, ma anche nei prati abbandonati e in montagna. È una pianta erbacea annuale e le sue foglie più giovani le possiamo cogliere tutto l’anno. Sulla nostra pelle presenta interessanti proprietà lenitive: applicata come unguento, o semplicemente utilizzandone le foglie frantumate, allevia sensibilmente il dolore di punture di insetti e disinfetta ferite e graffi.

Il tè di piantaggine ha effetti benefici nel tratto digestivo e tende a contenere gli episodi diarroici, mentre i semi del suo lungo fiore li possiamo trovare in erboristeria da utilizzare come lassativo naturale o integratore.

Le foglie si consumano crude in insalata, oppure lessate o cotte al vapore ed aggiunte a frittate o zuppe. Possiamo utilizzare anche le foglie più grandi e dure, preferibilmente dopo la cottura per renderle più tenere.

 

Bardana

La bardana è una pianta erbacea biennale, la possiamo trovare lungo i muri e sui sentieri un po’ ovunque, sia in pianura che in montagna. Le sue foglie cuoriforme hanno un colore verde sulla parte superiore e grigio su quella inferiore.

È riconosciuta come pianta efficace nella cura dell’epidermide: acne, psoriasi, forfora, eczema e seborrea possono regredire attraverso decotti e frizioni con succo di foglie fresche. Ha una funzione regolatrice degli zuccheri nel sangue e del colesterolo, potenzia l’attività epatica e biliare in quanto ricca di inulina, consentendo una migliore eliminazione delle tossine. Il suo stelo e le radici vanno cotte per applicazioni locali, mentre i suoi piccioli possiamo passarli in pastella e friggerli, ottenendo un contorno dal gusto molto simile al carciofo.

 

Amaranto selvatico

 

Pianta annuale, originaria dell’America latina dove viene coltivata come ortaggio.

Si trova comunemente in ammassi striscianti sul terreno, oppure sotto forma di piccolo arbusto. Ha sapore e foglie molto simili a quelle dello spinacio da cui però si differenzia per l’assenza di ossalati e dall’alto contenuto di antiossidanti e betacarotene.

In cucina si utilizzano le foglie più giovani, lessandole anche insieme alle infiorescenze mature contenenti i semi, i quali acquistando con la cottura una consistenza gelatinosa, conferiscono una maggiore corposità ai sughi e alle zuppe. L’amaranto selvatico si può utilizzare in tutte le preparazioni che prevedono l’uso dello spinacio, in sua totale sostituzione.

 

Finocchio selvatico

 

Frequente nelle zone costiere mediterranee, veniva largamente utilizzato in passato grazie alla sua capacità di favorire la digestione, rilassare la zona addominale e agevolare l’espulsione dei gas intestinali (viene infatti consigliata l’assunzione alle donne che allattano al seno, per eliminare almeno in parte le coliche gassose dei lattanti).

Possiamo consumarne le parti fresche, da cogliere in primavera, oppure i suoi semi, fine estate-autunno, e preparare tisane e infusi stimolanti per il tratto digerente. Il finocchio selvatico ha anche proprietà antisettiche e risulta essere un’ottima soluzione contro l’alitosi.

La parte più verde della pianta può essere usata per insaporire zuppe, arrosti, insalate, frittate ed è molto decorativa nei patti aggiunta come guarnizione.

 

Portulaca

 

È una pianta selvatica strisciante, riconoscibile dalle sue foglie molto carnose di un verde intenso e dal fusto rossastro. Molto comune, a volte sfugge all’osservazione in quanto predilige le zone umide e poco soleggiate.

Sembra essere una delle erbe spontanee commestibili con il maggiore contenuto di Omega 3, uno degli acidi grassi essenziali polinsaturi che il nostro organismo non è in grado di produrre, importante agente responsabile del controllo della pressione sanguigna e nella prevenzione dei disturbi cardiovascolari. Contiene inoltre Vitamina C, polifenoli e antiossidanti.

Dal sapore acidulo, ma gradevole, può essere consumata cruda in insalata insieme ad altri ortaggi, oppure cotta, sempre insieme ad altre verdure, da aggiungere come condimento a pasta o riso. La parte usata consiste nelle foglie e nelle cime più giovani.

Acetosella

 

È una delle più piccole erbe spontanee commestibili, dalle foglie simili a quelle del trifoglio e i fiori di colore bianco, rosa e giallo chiaro. Deriva il suo nome dal sapore acidulo delle sue foglie che già nel Medioevo venivano utilizzate per insaporire piatti e insalate. L’acetosella presenta un elevato contenuto di Vitamina C, mucillagini e acido ossalico, che le conferisce il caratteristico sapore acido (ciò la rende controindicata ai soggetti che soffrono di patologie renali, epatiche e gastriche, e comunque se ne consiglia un consumo moderato).

Ha proprietà depurative e diuretiche. In forma di decotto, le foglie di acetosella svolgono un’azione lenitiva su eruzioni cutanee e processi infiammatori cutanei.

 

 

Enotera

 

Erba selvatica commestibile il cui ciclo vitale si sviluppa in due anni. Più frequente nelle campagne del nord, la troviamo ai bordi delle strade e degli orti e nei greti dei fiumi. Può raggiungere anche i tre metri di altezza, ha foglie dal picciolo ridottissimo o addirittura assente, mentre i suoi fiori sono a 4 petali di un giallo vivo, aperti la mattina e chiusi nel pomeriggio (da cui il nome comune “bella di notte”).

I semi della bella di notte contengono l’acido gammalinoleico, un precursore delle prostaglandine, che svolge un’importante azione antinfiammatoria.

La radice di questa pianta alimentare, sembra avere una funzione di stimolazione epatica ed essere i grado di mitigare gli spasmi addominali. In cucina si utilizzano le parti più giovani e tenere della pianta, quelle del primo anno di vita: radici e foglie, lessate o crude in insalata, boccioli e fiori come decorazione nei piatti di portata o fritti in pastella.

 

Carota Selvatica

Pianta erbacea biennale, con radice a fittone verticale , di colore giallo-biancastro. Può raggiunge e superare l’altezza di 1 metro. Oltre ad asparagina, Carotene, vitamine B1, B2, C, PP, E, D, la pianta contiene glucidi, provitamina A, vitamina B e C e sali minerali.

La pianta non viene erroneamente considerata, a causa dello scarso sapore, un buon alimento, anche se si possono usare sia le foglie tenere in insalata che le radici tagliate a pezzi e fatte bollire. Dai semi si estrae un olio, utilizzato nella fabbricazione di liquori e nella preparazione di creme antirughe, miscelato e combinato con altri oli di origine vegetale, creme contro la psoriasi e le dermatiti in generale.L’infuso di carota selvatica è efficace in caso di difficoltà di urinare e si rivela particolarmente efficace nella protezione della pelle, facilitando l’abbronzatura ed impedendo l’aggressione dei raggi ultravioletti.

 

Scarica l’applicazione gratuita per Iphone o per Android per sapere come risolvere i piccoli imprevisti di salute. Scegli tra medicina farmaceutica o medicina erboristica e trova le farmacie e le erboristerie più vicine a te.

Follow me!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *