Influenza e sindrome parainfluenzale

Sindromi para influenzali

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Le sindromi para influenzali sono affezioni di vario tipo che possono essere causate da circa 260 virus differenti. I più comuni sono: paramyxovirus, adenovirus, enterovirus e causano generalmente epidemie autunnali (da fine ottobre a dicembre) e primaverili (da marzo ad aprile). Il contagio si verifica prevalentemente per via aerea, attraverso le goccioline di saliva.

I disagi più comuni sono a livello respiratorio (dal comune raffreddore fino a malattie simil-influenzali e polmoniti) e gastro-intestinale.

I sintomi più comuni comprendono:

Abbassamento della voce, Diarrea, Dolori generalizzati, Faringite, Febbre (generalmente non supera i 38 gradi), Gonfiore addominale, Mal di gola, Mal di testa, Naso chiuso, Sonnolenza, Starnuti, Tosse, Nausea.

Gli organi maggiormente interessati quindi, sono l’apparato respiratorio e quello gastrointestinale.

Nel primo caso, si verifica una malattia a carico delle vie aeree superiori, simile ad un forte raffreddore associato a senso di stanchezza, mal di gola, tosse e qualche linea di febbre.

Nel secondo caso, i sintomi iniziali comprendono come prima mal di gola, febbricola ma associati a vomito o persistente senso di nausea, diarrea e dolori addominali.

A differenza dell’influenza, si risolvono (salvo complicazioni) a distanza di tre-quattro giorni dall’esordio e la terapia consiste nel restare a riposo ed assumere farmaci sintomatici come antipiretici, antiemetici. I disturbi gastroenterici comportano una perdita di acqua e sali minerali, quindi è importante bere molto per rimanere idratati ed evitare se possibile l’assunzione di anti diarroici. In caso di vomito persistente è consigliato mangiare cibi in grado di assorbire il contenuto liquido dello stomaco e facilmente digeribili, per alleviare il senso di nausea.

L’Influenza

L’influenza è una malattia virale acuta, altamente contagiosa che colpisce le vie respiratorie superiori ed inferiori, manifestandosi con sintomi quali febbre (2/4 giorni), malessere generale, cefalea, dolori muscolari, sudorazione, brividi di freddo e tosse. In Italia la malattia si presenta con epidemie annuali che in genere si manifestano in inverno.

Considerato che l’influenza non dipende direttamente da un’infezione batterica, gli antibiotici sono controindicati.

I farmaci antivirali invece, sempre sotto prescrizione medica, agiscono più efficacemente se assunti entro i 2 giorni dalla comparsa dei primi sintomi influenzali (ad esempio: Amantadina, Rimantadina, Oseltamivir, Zanamivir).

I farmaci antidolorifici ed antipiretici più comunemente usati e che forniscono un’attenuazione dei sintomi contro l’influenza sono: Ibuprofene, Paracetamolo, Acido acetilsalicilico.

Prevenzione dell’influenza

Il modo migliore per prevenire l’infezione è il vaccino antinfluenzale che protegge dal virus influenzale che viene isolato ed identificato dai medici ricercatori di anno in anno.

In Italia è gratuito per le fasce di popolazione considerate a rischio:

Soggetti con 65 anni o più, pazienti a rischio per motivi di salute , operatori sanitari a contatto diretto con pazienti a più alto rischio di acquisizione/trasmissione dell’infezione, donne in gravidanza al secondo e terzo trimestre.

Nella stagione 2017-2018 l’Organizzazione mondiale della sanità si aspetta nuovamente i virus della scorsa stagione e cioè:

A/Hong Kong/4801/2014 (H3N2),

B/Brisbane/60/2008 (lineaggio B/Victoria)

in aggiunta alla nuova variante

A/Michigan/45/2015 (H1N1).

Ricordiamo infine il quarto ceppo, utile alla composizione dei vaccini quadrivalenti:

B/Phuket/3073/2013-like (lineaggio B/Yamagata).

La maggior parte degli adulti risulta contagiosa già a partire dal giorno precedente alla comparsa dei sintomi e lo rimane fino a 5-7 giorni dopo la prima manifestazione della malattia.

Chi ha l’influenza può contagiare direttamente chi si trova nel raggio di circa 2 metri tramite le micro particelle di saliva comunemente emesse dalle persone con starnuti, tosse o semplicemente chiacchierando.

Con minore frequenza, si può essere contagiati toccando una superficie o un oggetto con sopra il virus e poi toccandosi la bocca o il naso.

È importante lavarsi spesso le mani con acqua e sapone, atto considerato come più importante in assoluto in termini di prevenzione. Se l’acqua ed il sapone non sono disponibili, si può usare un gel a base disinfettante, di facile reperibilità in farmacia o nei supermercati.

L’Italia, in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, punta a vaccinare almeno il 75% dei soggetti a rischio, anche se sarebbe preferibile raggiungere la soglia del 95%, proteggendo così anche chi non ha potuto, per varie cause, sottoporsi al vaccino. La protezione dall’infezione inizia a distanza di circa due settimane dalla somministrazione del vaccino e dura per 6-8 mesi, prima di iniziare a diminuire gradualmente.

Il vaccino antinfluenzale non può provocare l’influenza, ma è bene chiarire che può proteggere solo dall’influenza stagionale i cui virus sono stati identificati e non dalle tante sindromi para influenzali in grado di causare sintomi simili ma più blandi e di breve durata.

Di seguito un elenco delle piante medicinali ed integratori naturali utili contro l’influenza che si possono reperire in erboristeria o parafarmacia, dove verrà anche spiegato il corretto uso e la preparazione di tisane nel caso non siano disponibili sotto forma di capsule o compresse.

Andrografis, Astragalo, Echinacea, Efedrina, Salice, Sambuco, Spirea olmaria, Tiglio, Avena, Ginkgo, Cipolla, Ginseng, pervinca, Eleuterococco, sequoia, tè verde, frutta e verdura fresca, papaya, melograno, zafferano, curcuma, rosa canina, acerola, carota, olio di germe di grano, olio di semi di lino, Guaranà, rodiola, uncaria, Artiglio del diavolo, Ribes nero.

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