Novità sulla lotta contro i tumori. L’Italia in primo piano.

 

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All’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, è stata per la prima volta sperimentata una nuova tecnica di cura per combattere la leucemia.

La terapia sviluppata in Italia grazie al contributo dell’Airc e della Firc, consiste nella manipolazione genetica delle cellule del sistema immunitario del paziente, consentendo loro di riconoscere ed attaccare il tumore. Si ottiene mediante l’estrazione dei linfociti T e la loro modifica attraverso un recettore chinerico sintetizzato in laboratorio. Questo recettore, chiamato CAR, potenzia i linfociti che vengono poi somministrati al paziente. Attualmente questa tecnologia è stata applicata solo nella cura della leucemia linfoblastica acuta dell’infanzia.
Oltre al bambino di 4 anni curato in Italia, e che dopo un mese dal trattamento è stato dimesso dall’ospedale, altri due sono in attesa di ricevere la stessa terapia. Sono pazienti che hanno già subìto cicli di chemioterapia e trapianto di midollo (quest’ultimo risultava il metodo più efficace fino ad ora) senza però riceverne giovamento.
L’ FDA ha approvato il primo farmaco a base di CAR-T dopo una sperimentazione fatta in America ed iniziata nel 2012 su numerosi pazienti, tra cui una bambina di 7 anni che, ad oggi può dirsi completamente guarita.
Lo studio italiano, con a capo il professor Franco Locatelli, ha ottimizzato la terapia inserendo un gene “suicida”: la Caspasi 9 (iC9). Ciò permette, nel caso di reazioni avverse al trattamento, di bloccare immediatamente l’azione dei linfociti modificati. Una misura di sicurezza che viene definita come pietra miliare nel campo della medicina di precisione in ambito onco-ematologico dal direttore scientifico dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù: Bruno Dallapiccola.
Altre malattie genetiche come la talassemia, l’atrofia muscolare spinale, la leucodistrofia, potranno essere affrontate con il medesimo protocollo medico.
Importantissima è la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori. Nell’ EU sono stati 35 milioni gli utenti che nel 2016 si sono sottoposti ad uno o più screening tumorale. I dati sono incoraggianti infatti, in Italia, il 63% degli uomini ed il 54% delle donne colpiti dal cancro, riescono a sconfiggere la malattia.
Altre nuove terapie sono in fase di sviluppo ed i primi risultati sono decisamente incoraggianti.
Una combinazione di due farmaci (tigeciclina e venetoclax) hanno ottenuto ottimi successi contro il linfoma a cellule B, nella sperimentazione sui topi. Questo studio viene portato avanti parallelamente da due gruppi di ricerca, il primo americano ed il secondo italiano, guidato dal professor Bruno Amati del dipartimento di Oncologia sperimentale dello IEO.
Contro il melanoma ed il tumore al rene, alcuni anticorpi monoclonali (anti CTL4 ed anti PD-1 e PD-L1) hanno dimostrato una notevole efficacia, portando anche ad un decennio l’aspettativa di vita in pazienti a cui era stata data una prospettiva di un anno.
A breve saranno disponibili anche contro il tumore della testa-collo e della vescica.

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