Omeopatia: tra fantasia e realtà

“Scarica l’applicazione gratuita per Iphone o per Android per sapere come risolvere i piccoli imprevisti di salute. Scegli tra medicina farmaceutica o medicina erboristica e trova le farmacie o le erboristerie più vicine a te.”

 OMEOPATIA

 

A seguito dei recenti avvenimenti di cronaca sull’uso dell’omeopatia come forma di terapia sostitutiva a quella farmaceutica, è necessario fare un pochino di chiarezza su cosa sia e su cosa si basi questa pratica.

Attenzione a non confonderla con terapie alternative come la fitoterapia e le cure erboristiche, che sono ampiamente riconosciute ed accettate in ambito medico.

Di seguito un breve riassunto su quanto successo in Italia negli ultimi giorni:

“Urbino, curano l’otite del figlio con l’omeopatia: bimbo di 7 anni in coma

I genitori hanno raccontato che il piccolo, dall’età di tre anni, non prende antibiotici

Aveva la febbre alta, forti dolori ed era privo di forze. Tutto per colpa di una otite che i genitori hanno voluto curare con prodotti omeopatici e non con un comunissimo antibiotico. Adesso il piccolo di 7 anni che vive a Cagli, in provincia di Pesaro Urbino, lotta tra la vita e la morte all’ospedale di Salesi di Ancona perchè il pus generato dal ristagno del catarro nel timpano è penetrato nel cervello.”

Di per se già la notizia risulta allarmante e purtroppo le conseguenze sono state le peggiori:

 

“Ancona, otite curata con l’omeopatia: bimbo muore a sette anni

E’ morto il piccolo Francesco, il bambino di 7 anni ricoverato dal 24 maggio nella rianimazione dell’Ospedale Salesi di Ancona per un’otite curata con l’omeopatia e non con gli antibiotici. Il piccolo era seguito da tre anni da un medico omeopata di Pesaro, ai quali i genitori si erano affidati.

I genitori del bambino hanno congiuntamente dato il consenso al prelievo degli organi.

In un’intervista pubblicata dal Resto del Carlino il nonno materno ha dichiarato che il medico, un professionista con “migliaia di pazienti”, ha “spaventato a morte” sua figlia. “Quando lei lo supplicava di dare l’assenso per portare il bimbo in ospedale perché lo vedeva peggiorare, lui le ha risposto che gli avrebbero somministrato tachipirina, con la conseguenza di farlo diventare sordo. Non solo, sarebbe potuto finire in coma epatico. Li ha come paralizzati dalla paura”. La famiglia era convinta della bontà delle cure omeopatiche. Francesco da tre anni non assumeva più antibiotici: “l’omeopatia non c’entra – sostiene il nonno -. C’entra lui, solo lui, e pagherà. Lo denunceremo”.

Ognuno naturalmente è libero di seguire il metodo che preferisce per curarsi ma non di sostituirlo completamente alla medicina riconosciuta e convalidata da ricerche e studi scientifici approfonditi. Questo è soprattutto da tenere a mente per chi, oltre che della propria salute, ha il compito di occuparsi anche di quella di chi non è in grado di farlo autonomamente.

Di seguito viene spiegato nella maniera più semplice e chiara, cos’è e su cosa si basa l’omeopatia.

 

L’omeopatia è una pratica di pseudo-medicina basata sui principi formulati dal medico tedesco Samuel Hahnemann nella prima metà del XIX secolo.

 

La validità dell’omeopatia non è mai stata dimostrata mediante esperimenti o ricerche. Gli studi condotti in base ai principi della scienza medica ne hanno viceversa dimostrato l’inefficacia. Il ricorso a prodotti omeopatici è potenzialmente pericoloso per la salute nella misura in cui può spingere i malati ad abbandonare o ritardare terapie mediche di comprovata efficacia.

Alla base vi è l’indimostrato “principio di similitudine del farmaco” enunciato dallo stesso Hahnemann. Si tratta di un concetto privo di fondamento scientifico, secondo il quale il rimedio appropriato per una determinata malattia sarebbe dato da quella sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella persona malata. Tale sostanza, detta anche “principio omeopatico”, una volta individuata viene somministrata al malato in una quantità fortemente diluita e dinamizzata; la misura della diluizione è definita dagli omeopati “potenza”.

Allo stato attuale, nessuno studio scientifico pubblicato su riviste mediche di valore riconosciuto ha potuto dimostrare che l’omeopatia presenti, per una qualsiasi malattia, un’efficacia clinica che sia superiore all’effetto placebo.

L’opinione non dimostrata degli omeopati, contraria all’evidenza scientifica in campo chimico, biologico e farmacologico, è che diluizioni maggiori della stessa sostanza non provocherebbero una riduzione dell’effetto farmacologico, bensì un suo potenziamento. In realtà le diluizioni usate nell’omeopatia sono tanto alte da rendere il prodotto omeopatico semplicemente composto dall’eccipiente usato per la diluizione (acqua o zucchero o amido o altro solvente).

 

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità l’omeopatia non è una cura e non apporta alcun beneficio. Uno studio australiano condotto nel 2014 non ha riscontrato in essa alcuna efficacia superiore al semplice effetto placebo.

La diluizione, concetto fondamentale e sul quale si appuntano le critiche maggiori, viene detta in omeopatia “potenza”. I solidi insolubili vengono sminuzzati e diluiti un certo numero di volte con zuccheri (ad esempio lattosio) e successivamente diluiti in acqua. Ogni sostanza omeopatica pronta per l’impiego riporta il tipo di diluizione e la potenza. Ad esempio, in un rimedio con potenza 12C la sostanza originaria è stata diluita per dodici volte, ogni volta 1 a 100, per un totale di una parte su 10012 (=1024).

Le critiche maggiori all’omeopatia vertono sul fatto che a potenze elevate, le leggi della chimica provano che il prodotto finale è così diluito da non contenere più neppure una molecola della sostanza di partenza. molecole di solvente. Diluizioni ulteriori della sostanza risultano quindi prive di qualunque traccia della sostanza stessa. Il supposto effetto terapeutico del rimedio omeopatico, pertanto, non sarebbe legato alla presenza fisica del farmaco, ma a “qualcos’altro”, che gli stessi sostenitori dell’omeopatia non caratterizzano. Viene inoltre notato che i solidi metallici sminuzzati (quali molti prodotti omeopatici) non diventano solubili e che quindi, al momento di essere messi in acqua per le successive diluizioni, il principio attivo precipita e nelle fasi successive il prodotto è costituito esclusivamente di acqua e zucchero. A fronte di questi dati, gli omeopati credono nella cosiddetta “memoria dell’acqua”.

“Scarica l’applicazione gratuita per Iphone o per Android per sapere come risolvere i piccoli imprevisti di salute. Scegli tra medicina farmaceutica o medicina erboristica e trova le farmacie o le erboristerie più vicine a te.”

 

Fonti

Dizionario di medicina

wikipedia

tgcom

resto del carlino

ministero della salute

Follow me!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *